Educazione Fisica e Salute Pubblica

Il Ministro dell'istruzione attualmente in carica, Marco Bussetti, vanta una laurea conseguita a pieni voti in Scienze Motorie presso la Cattolica di Milano, un diploma Universitario presso l'Isef statale di Milano ed altri prestigiosi titoli e pubblicazioni in ambito sportivo ed educazione sostenibile; eppure il partito che lo ha designato a quel Ministero, ha paradossalmente abolito il Ministero dello Sport!

Mi chiedo come sia possibile non considerare assolutamente necessaria un'attività di Governo organizzata dal Ministero dello Sport e finalizzata alla promozione sul territorio, della "pratica sportiva".

Come si può non considerare l'effetto che l'attività fisica incide sui costi diretti e indiretti della spesa sanitaria, ad esempio?

Nel 2017 la "spesa pubblica per erogazione di prestazioni sanitarie" ha pesato per 106 miliardi di euro e tra tutte le prestazioni, quelle associate alle malattie croniche da inattività fisica, sono a dir poco impressionanti: l'obesità in primis e poi cardiopatie, ipertensione, diabete di tipo 2, osteoartrosi, addirittura alcune forme di sindromi depressive!

La promozione dello sport e dell'attività fisica, dovrebbe essere attività quotidiana nell'agenda di Governo perché è indiscusso il fatto che oltre a rappresentare un investimento per la prevenzione di molte malattie, ha un anche un impatto positivo rispetto alla società e all'economia.

Eppure qualcuno ha ritenuto opportuno cancellare un Ministero di fondamentale importanza per la vita di una comunità, un Ministero che riguarda il benessere dell'intera popolazione del nostro paese.

Basterebbe chiedere ad un qualsiasi sociologo, se non sono i valori che spesso si condividono tra persone che praticano la stessa disciplina sportiva, il collante per la definizione delle migliori relazioni tra le persone e nelle organizzazioni (qualunque tipo di organizzazione in cui esistano più di 2 individui). La pratica sportiva è, tra le esperienze relazionali, la più diffusa nella società e costituisce un argine al prosperare del fenomeno che solo nel nostro paese fa registrare 28 mila morti l'anno a causa di malattie dovute all'inattività fisica!

L'abitudine alla pratica sportiva, prevede sane abitudini alimentari e quindi anche la ridottissima assunzione di cibo spazzatura e di bevande più o meno alcoliche, un drastico calo di consumo di sigarette per evidenti motivi, meno tempo da passare in strada e per diverse aree del nostro paese e in alcune classi sociali più che in altre (le più deboli, quelle che più delle altre avrebbero bisogno dell'azione istituzionale alla pratica sportiva),  meno possibilità di finire in contesti dove invece si praticano attività criminali.

Ma c'è di più: il tempo che si dedica all'attività fisica è anche tempo sottratto alla televisione e inutili programmi che spesso rubano interi pomeriggi alle vite di giovani talenti mai emersi e di cui non si saprà mai nulla.

I videogiochi poi, si prendono il tempo che resta, le scommesse on line, non solo il tempo che si potrebbe impiegare su un campo di atletica leggera, in una piscina o su un campo di tennis, ma anche i soldi delle "paghette" e non solo, fino a far insorgere  vere e proprie patologie sdoganate dal finto progresso che crea falsi bisogni e la necessità di soddisfarli, caratteristiche tipiche della Ludopatia, ad esempio.

In tutto ciò, il ruolo della Ministero dell'Istruzione non è secondario al ruolo di qualsiasi altro Ministero che paradossalmente dispone di spese destinate a servizi che non producono nulla di altrettanto vantaggioso per la comunità, tanto quanto una crescita all'insegna di un sano equilibrio psico-fisico e di probabili stime di alta produttività nel contesto lavorativo.

Ma paradossalmente in molti istituti scolastici del nostro paese, oltre ad una scarsa cultura volta a far conoscere i benefici dell'attività fisica, mancano persino le palestre o gli strumenti di base affinché la popolazione di quegli istituti possa praticare l'educazione fisica, materia spesso considerata di serie B, grazie alla cultura politica che ha portato a dare sempre meno importanza al fenomeno della pratica sportiva fino a cancellare l'Istituzione che avrebbe dovuto occuparsene.

Immaginate quali risultati si produrrebbero se gli studenti entrando nelle loro classi, non trovassero sedie e banchi... ecco, esattamente il risultato che la mancanza di attenzione alla pratica dell'attività fisica come materia scolastica produce, quando si concepisce una struttura scolastica senza i luoghi necessari per far crescere quel tipo di cultura che richiederebbe strutture sportive, attrezzi e strumenti necessari alla pratica sportiva.

Concludo con la speranza che questo personalissimo pensiero possa aver fatto nascere la curiosità di porre l'attenzione su un tema che una Società che si ritenga "civile", non può assolutamente permettersi di trascurare, la nostra Società ad esempio!

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