Il Cambiamento; a quale dei 6 livelli?

"Mamma ho preso 4 nel compito in classe di matematica"

""Te l'ho detto io che se non studi poi prendi brutti voti, oppure

"E certo, ma come si fa a studiare mentre rispondi ai messaggi che ti arrivano in continuazione sul cellulare", oppure

"Te l'ho detto che quando l'insegnante spiega in classe devi stare più attento", oppure oppure oppure.....

Ma lo stesso potrebbe valere per un venditore che non raggiunge il budget di fine mese, per uno sportivo che non raggiunge il risultato che è alla sua portata, per chi ha deciso di mettersi a dieta e non riesce a stare lontano dalle tentazioni ecc ecc.

Di fronte a tutto quello che per qualcuno rappresenta l'impedimento per raggiungere un risultato desiderato, qualcun altro potrebbe pensare di intervenire per risolvere quel problema.

La mamma mandando il figlio a ripetizioni di matematica, il responsabile del venditore gli farebbe fare un bel corso sulla vendita, l'allenatore potrebbe pensare di intensificare le sedute di allenamento per il suo atleta, oppure è colui che si è imposto il raggiungimento di un obiettivo come dimagrire, ad imporsi comportamenti ancor più rigidi per stare ancor più alla larga dalle tentazioni.

Ma cosa succederà a queste persone, se dopo i presunti rimedi posti in essere per correggere gli errori, continueranno a non raggiungere il loro obiettivo? Sarà molto probabile per loro, iniziare a maturare una convinzione, quella di non essere capaci, di non potercela fare, di essere limitati e tantissime altre giustificazioni che si racconteranno per limitare quella specifica esperienza e molte delle loro future esperienze. E lo faranno tutte le volte in cui potrebbero aver bisogno di cimentarsi in qualche attività che non generi immediatamente il risultato desiderato, tutte le volte in cui all'inizio sarà necessario sbagliare bene e velocemente o quando sarà necessario capire se quello che si sta facendo sarà funzionale al raggiungimento dell'obiettivo.

Piuttosto che provare ancora o pensare che il risultato ottenuto è semplicemente un risultato diverso da quello desiderato, si arrenderanno, consolidando sempre di più la convinzione di non riuscire e confinandosi sempre di più in un'esistenza non propriamente caratterizzata da entusiasmi necessari nella vita di ognuno di noi e popolata da convinzioni limitanti che non offrono mai opzioni di scelta in merito ai comportamenti da adottare!

Se ti sei riconosciuto in alcuni di questi casi o in altri che a questi somigliavano molto, avresti dovuto avere allora quello che stai per conoscere adesso

Esiste la possibilità di intervenire subito dopo il primo risultato diverso da quello desiderato e che qualcuno (i più probabilmente) potrebbe vivere come un fallimento. Gli errori, gli sbagli, i comportamenti sbagliati in assoluto o giusti ma messi in atto nel momento sbagliato e che producono risultati sbagliati, danno un'esatta misura del punto in cui si deve intervenire per risolvere il problema che genera l'errore. Quel punto può essere rappresentato in un preciso contesto e solo agendo nel giusto contesto, si risolverà il problema o quanto meno, si eviterà la certezza della ripetizione dello stesso errore e quindi, della creazione di una convinzione limitante.

I contesti sono in realtà delle aree all'interno delle quali ci sono gli strumenti per analizzare quello che deve succedere in quella specifica area. Per farlo, bisogna rispondere a delle domande specifiche che sono legate solo ed esclusivamente a quella area o per definirla ancor più precisamente, a quello specifico livello. Per chi conosce la Pnl, mi sto riferendo ai Livelli Logici di Robert Dilts evidentemente, per tutti gli altri, va bene restare sul concetto di "area/livello".

Le risposte che sarà necessario dare alle domande di ogni singola area/livello, farà individuare immediatamente il punto in cui bisognerà intervenire: in quelle risposte infatti, ci saranno gli elementi necessari per riconoscere se l'area/livello che si sta esplorando è quella all'interno del quale si è verificato l'errore e se si, quella l'area/livello dove intervenire.

Ma facciamola facile e passiamo ad un esempio: al bambino che ha preso 4 nel compito di matematica, potrebbero non servire lezioni di recupero della materia, ne 1 ne 10 ne 100 perché il risultato del compito di matematica, potrebbe essere stato condizionato da una causa diversa dall'apprendimento specifico e se si invece, bisognerà capire a cosa si deve la difficoltà nell'apprendimento della matematica.

Potrebbe dipendere dall'ambiente in cui il bambino studia o dall'orario o da cosa fa mentre dovrebbe studiare o come studia...semplicemente potrebbe non avere un metodo adeguato!

Ma la causa che ha generato il risultato sbagliato e che vale tanto per il bambino quanto per il venditore o per colui che decide di mettersi a dieta non riuscendo, potrebbe non essere nell'area/livello dove ci sono le soluzioni per ricorrere alle ripetizioni, al corso di vendita o trovare la forza per essere più rigidi nei comportamenti necessari essere altrove, in un'area/livello diversa da quella su cui si è agito per correggere l'errore.

Agendo quindi sulla presunta causa (sbagliata perché si agisce su un'area/livello diversa da quella dove si trova la causa vera), in realtà non si farà altro che creare i presupposti per un secondo risultato sbagliato che ingenererà in chi non avrà raggiunto il risultato per la seconda volta, la convinzione di non essere capace, di non farcela!

Il venditore ad esempio, potrebbe avere un problema rispetto alla sua identità e non sentirsi a suo agio in quel ruolo e a qual punto, non basterebbero 100 corsi specifici sulla vendita per fargli raggiungere l'obiettivo di budget.

Purtroppo succede spesso che qualcuno e con la più nobile delle intenzioni, ritenga di poter intervenire trovando un rimedio non adatto alla soluzione del problema che quindi permarrà

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